Chi sono i “giudici” di Israele?

Il 31 gennaio 2013, è stato reso noto un rapporto del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che ha chiesto a Israele di fermare la costruzione di nuovi insediamenti in West Bank. Secondo lo studio, pubblicato il 31 gennaio a Ginevra, “i diritti dei palestinesi sono violati in maniera sistematica in ragione dell’esistenza delle colonie”. “Israele deve, secondo l’articolo 49 della quarta convenzione di Ginevra, interrompere tutte le attività negli insediamenti senza condizioni e cominciare a ritirarsi dai territori occupati palestinesi” si legge nell’inchiesta condotta dal giudice Christine Chanet.

Pakistan

Ancora una volta il dito dell’Onu si punta contro Israele. Come in quella assemblea Onu che il 10 novembre 1975 aveva adottato la risoluzione 3379 con la quale asseriva che “il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale”. Allora fu Chaim Herzog a rispondere con un discorso che passo’ alla storia:

“Per noi, popolo ebraico, questa risoluzione è fondata sull’odio, sulla falsità e sull’arroganza ed è priva di qualunque valore morale o legale. Per noi, popolo ebraico, questo non è altro che un pezzo di carta e noi lo tratteremo così”.

Pronunciando queste parole Herzog strappò in due il foglio della risoluzione davanti all’Assemblea dell’Onu. La risoluzione “sionismo uguale razzismo” venne cancellata dalla stessa Assemblea Generale il 16 dicembre 1991.

India

Siamo abituati a sentir parlare dell’Onu e delle sue risoluzioni contro Israele; abbiamo metabolizzato il fatto che l’Assemblea Generale sia un organismo super partes garante dei Diritti dell’Uomo, delle libertà civili, religiose e politiche di tutti i cittadini del mondo. Ma chi siede nell’Assemblea Generale dell’Onu, lo sappiamo? Eccoli:

Afghanistan, Albania, Algeria, Andorra, Angola, Antigua e Barbuda, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Bahamas, Bahrain, Bangladesh,  Barbados, Bielorussia, Belgio, Belize, Benin, Bhutan,Bolivia, Bosnia Herzegovina, Botswana,Brasile, Brunei- Dar-essalam, Bulgaria, Burkina Faso, Burundi, Cambogia, Camerun, Canada, Capo Verde, Repubblica Centro Africana, Ciad, Cile, Cina, Colombia, Comore, Congo, Costa Rica, Costa d’Avorio, Croazia, Cuba, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Gibuti, Dominica, Ecuador, Egitto,  El Salvador, Guinea, Eritrea, Estonia, Etiopia, Fiji, Finlandia, Francia, Gabon, Gambia, Georgia, Germania, Ghana, Grecia, Grenada, Guatemala, Guinea, Guinea-Bissau, Guyana, Haiti, Honduras, Ungheria, Iceland, India, Indonesia,  Iran, Iraq, Irlanda, Israele, Italia, Jamaica,  Giappone, Giordania, Kazakhstan, Kenya, Kiribati,  Korea, Kuwait, Kyrgyzistan, Laos, Latvia, Libano, Lesotho, Liberia, Libia, Liechtenstein, Lithuania, Luxembourgo, Macedonia, Madagascar, Malawi, Malaysia, Mali, Malta, Marshall, Mauritania, Mauritius, Mexico, Micronesia, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Marocco, Mozambico, Myanmar, Namibia, Nauru, Nepal, Olanda, Nuova Zelanda, Nicaragua, Niger, Nigeria, Norvegia, Oman, Pakistan, Palau, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Peru, Filippine, Polonia, Portogallo, Qatar, Romania, Russia, Rwanda, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadines, Samoa, San Marino, Sao Tome e Principe, Saudi Arabia, Senegal, Serbia, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Solomon Islands, Somalia, Sud Africa, Sud Sudan, Spagna, Sri Lanka, Sudan, Suriname, Swaziland, Svezia, Svizzera, Siria, Tajikistan, Tanzania, Thailandia, Timor-Leste, Togo, Tonga, Trinidad eTobago, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Uganda, Ukraina, Emirati Arabi, Gran Bretagna, America,  Uruguay, Uzbekistan, Vanuatu, Venezuela, Viet Nam, Yemen, Zambia, Zimbabwe.

Turchia

Ecco, questi sono i paesi che giudicano e accusano Israele. Li vogliamo vedere un po’ più da vicino? Vogliamo vedere a che punto sono le libertà e i diritti umani in questi Paesi cosi’ intransigenti con Israele, cosi’ preoccupati della mancanza di diritti dei Palestinesi?

Afghanistan: corruzione, abuso di potere da parte della polizia, torture, stutture di detenzione segrete, femminicidi impuniti, matrimoni forzati di bambine, avviamento delle stesse alla protistuzione. La Shari’a prevede il reato di apostasia, punito con la morte.

il dramma delle “spose bambine” in Afghanistan

 Algeria: Assenza di libertà d’informazione, negazione di qualsiasi forma di opposizione, sparizioni forzate, rifiuto dell’abolizione della pena di morte.  Angola: violazioni dei diritti umani, tra cui uso eccessivo della forza ed esecuzioni extragiudiziali. Assenza di libertà di stampa nessuna collaborazione con Amnesty International. Antigua , corruzione, brogli elettorali, processi farsa. Argentina: Su 1464 imputati, accusati delle sparizioni dei desaparecidos, tra militari e civili, appena 75 hanno già avuto una sentenza, con 68 condanne e 7 assoluzioni. Sono appena 23 i processi per violazioni dei diritti umani arrivati a sentenza in Argentina. Azerbaijan: Assenza di libertà di espressione, diritti umani violati sistematicamente. Bahrein: Violazione sistematica dei diritti umani, dei diritti delle donne, l’applicazione della Shari’a prevede anche la pena di morte per blasfemia.

Bangladesh: uccisione dei sostenitori dei diritti umani, torture, arresti arbitrari, impossibilità di libertà di stampa. La Shari’a prevede l’arresto per blasfemia. Barbados: le uccisioni di gay, lesbiche e transgender sono cosi’ comuni da non essere nemmeno più riportate dagli organi di stampa. In Bielorussia gli oppositori al governo sono incarcerati, maltrattati e subiscono processi iniqui. Benin: detenzioni arbitrarie, situazione carceraria disastrosa, uso eccessivo della forza da parte della polizia. Bhutan: violazioni sistematiche contro le minoranze religiose e etniche; vietato il proselitismo, la pubblicazione di bibbie, la costruzione di scuole cristiane e l’ingresso ai religiosi. Continue accuse di violazione dei diritti umani, soprattutto contro dissidenti politici e minoranze etniche. Bolivia: A rischio l’indipendenza della magistratura, aumento del numero di aborti clandestini e gravidanze tra le adolescenti. Burkina Faso: situazione disastrosa dei diritti delle donne: aborti clandestini, mutilazioni genitali (70% delle bambine),  matrimoni forzati. Assenza di libertà di stampa. Burundi: rapimenti, stupri, bambini soldato, libertà di espressione negata.

Sono solo alcuni dei “giudici” di Israele che siedono all’Onu. Violazioni dei diritti umani, mancanza di libertà di espressione, violazione dei diritti delle donne e dei bambini, pena di morte, persecuzione delle minoranze etniche e religiose, persecuzione di gay e lesbiche, torture ripetute e sistematiche, situazioni carcerarie allucinanti, apostasia e blasfemia puniti con la morte, giustizia amministrata dalla Shari’a… e cosi’ via. Questi sono i Paesi che quando siedono all’Assemblea dell’Onu eleggono quel Bashar El Assad che sta macellando il suo stesso popolo nella Commissione Diritti Umani e prima di lui avevano eletto Muhammar Gheddafi allo stesso incarico. Gli stessi Paesi che hanno permesso al presidente sudanese Omar El Bashir, accusato di genocidio, di richiedere un seggio alla stessa Commissione.

Matrimonio di massa di appartenenti a Hamas, Gaza

“Lo specchio si groria forte tenendo dentro a sé specchiata la regina e, partita quella, lo specchio riman vile.” (Leonardo da Vinci)

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