Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io

Tutte le notizie che riguardano Israele, tutte, indistintamente, sono oggetto di mistificazione, critiche, falsi report, velenose supposizioni. Non ci dovrebbe meravigliare più nulla ormai. Eppure c’è sempre qualcosa che supera anche la fantasia, una menzogna che emerge, per sfacciataggine, dal cumulo delle altre. La “questione dei Beduini” sembra guadagnarsi l’onere e l’onore di “menzogna del mese”.

Ne avevamo già parlato del Prawer-Begin Plan, una proposta di legge che mirava a riconoscere e quindi legalizzare tutti quelli insediamenti Beduini che al momento sono privi dei più elementari servizi: elettricità, acqua, strade, servizi igienici, scuole. Il Piano è stato criticato aspramente ed internazionalmente, osteggiato da tutte le Ong che si occupano di diritti umani e che ritengono ovvio che la “salvaguardia della cultura” debba passare dalla sofferenza di chi quella cultura impersona. Ricorda molto la frase “sono nomadi? facciano i nomadi!” che sentiamo dire a proposito dei Rom stanziati in Italia ed in Europa; un punto di vista che rifiuta l’evoluzione culturale di un popolo e lo chiude definitivamente nella sua gabbia etnica di appartenenza.

Il Piano Prawer-Begin è stato respinto giovedi’ dalla Knesset; esulteranno tutte quelle Ong che cosi’ tanto si sono adoperate per il suo fallimento. Se in genere lo “sguardo” dei sedentari verso le popolazioni nomadi è falsato da una retorica sempre dannosa, sia quando glorifica che quando demonizza, se c’è Israele di mezzo la questione si fa grottesca.

Ecco un esempio a caso: Al Jazeera presenta un articolo di Zohra Ahmed, un’avvocato che vive a New York e si dice “esperta di Beduini del Negev”, dal titolo: Il Piano Prawer sotterra la soluzione “a due Stati”!!!! Perché tutti questi punti esclamativi? Perché la Ahmed finge di non sapere che i Beduini del Negev sono CITTADINI ISRAELIANI  e li trasforma in “Palestinesi sotto occupazione”! Scrive la Ahmed:

“Il Piano Prawer è il tentativo di Tel Aviv (notare che per la Ahmed il governo israeliano risiede a Tel Aviv) di separare i Beduini dai Territori Occupati.”

Ecco fatto! I Beduini diventano Palestinesi, separati di forza dai loro “fratelli” nei Territori Occupati! Sarebbe da ridere se non fosse da piangere! Non solo l’intenzione del Piano Prawer, definire una volta per tutte le questioni circa il possesso delle terre e riconoscere i villaggi abusivi, è stravolta, ma addirittura è necessario che chi legge non sospetti nemmeno che si parla di cittadini effettivi di uno Stato.

Cosi’ come è necessario che le voci dei clan Beduini favorevolissimi al Piano siano tacitate e solo quelle contrarie emergano. Eppure, nonostante i fiumi di inchiostro spesi, non siamo riusciti a capire su che punti si basano queste opposizioni.

Sheikh Odeh Zanoon è il primo leader tra i Beduini del Negev a raggiungere un accordo con lo Stato di Israele per istituire un moderno insediamento Beduino per il suo clan, nei pressi di Yeruham. Le 300 famiglie del clan Zanoon, attualmente distribuite su una superficie di 20.000 dunam (4.900 acri) senza elettricità, acqua e strade, si muoveranno verso un moderno insediamento di circa 1.500 dunams (370 ettari). Il passaggio sarà pianificato con la loro piena partecipazione.

Abed Tarabin sta muovendo anche il suo clan, i Tarabin, da un accampamento illegale nei pressi di Omer in una città beduina adeguatamente pianificata, New Kfar Tarabin, con il sostegno del governo.

“Il piano del governo non è al 100 per cento perfetto, ma è un grande miglioramento rispetto alla situazione attuale dei Beduini nel Negev. Possiamo costruire case adeguate, su terreni riconosciuti, chiedere occupazione e servizi sanitari ed educativi, come qualsiasi altro cittadino. Nella nostra nuova città, abbiamo chiesto e ricevuto aiuto agricolo e industriale “, dice Tarabin. “L’opposizione al progetto viene da politici belligeranti che fanno rumore per i propri scopi. Non viene dai veri leader beduini che si occupano del loro popolo. C’è un sacco di spazio nel Negev per tutti, ed è bene che il governo stia lavorando per migliorare le cose e stia investendo denaro per noi “.

Kamel Jum’a Abu-Nadi, di Lakia, una cittadina beduina fondata nel 1982 come parte di un progetto del precedente governo per l’insediamento permanente dei Beduini (una delle cittadine più belle e organizzate N.d.R.) dice: “Il piano Begin è una proposta equa che cerca di porre fine alla diatriba sui terreni Beduini . L’ottantacinque per cento dei Beduini non ha pretese sulla terra;. solo il 15 per cento le reclama e questo sta frenando lo sviluppo dei Beduini del Negev  Abbiamo semplicemente cercato di raggiungere un compromesso sulle rivendicazioni territoriali, poiché il governo ha stanziato NIS 10 miliardi per un piano di sviluppo economico per il Negev che migliorerà la nostra situazione, attualmente molto brutta,  in materia di istruzione, occupazione, welfare, trasporti e altre infrastrutture “.

A Lakiya scuola di tessitura

Id Abu Rashed, un importante leader della tribù Rashed, della città di Abu Qrenat (una città beduina di 2.700 persone che dovrebbe crescere fino a 7.000 entro il 2020 e che si trova tra Beersheba e Dimona) dice: “Coloro che si oppongono al Begin-Prawer lo fanno per motivi politici, non per ragioni sostanziali. Se guardiamo a chi manifesta contro il Piano, si scopre che la metà dei manifestanti sono arabi-israeliani (cioè non Beduini ) del nord di Israele che vengono in autobus dal nord, in modo organizzato. Le bandiere della Palestina che sono sventolate a queste manifestazioni guidate dal Movimento Islamico arabo-israeliano  e il suo partito politico Balad, in effetti danneggiano la reputazione dei Beduini del Negev. I Beduini del Negev non hanno motivazioni nazionaliste anti-Israele , né le hanno mai avute in passato “.

Bene, ancora una volta la comunità internazionale, i media e le associazioni per ” i diritti dell’uomo”, quelle che non si curano se poi tali diritti sono o meno tutelati dalle loro manifestazioni, saranno contenti. Un po’ meno forse i Beduini, ma anche questo servirà per avvalorare il famoso detto: “Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”.

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