La verità? Che importa!

Nel marzo 2012, l’IDF rispose ai ripetuti lanci di missili Grad (100 in due giorni) da Gaza sulle città di Asqelon, Ashdod e Ber Sheeva, colpendo Zuhair Qaisi, leader del Lijān al-Muqāwama al-Shaʿbiyya, uno dei più radicali gruppi sul territorio, responsabile diretto del rapimento di Gilad Shalit, e insieme a lui altri 11 terroristi.

L’effetto dei missili Grad

In quei giorni, mentre le condanne dei media internazionali nei confronti di  Israele, naturalmente, infuriavano, il sito dell’IDF smaschero’ una delle tante false accuse: Due foto Twitter, raffiguranti i risultati di attacchi aerei israeliani a Gaza negli ultimi giorni, si dimostrarono false.

1. La prima foto che fu postata su Twitter da Khulood Badawi (@ KhuloodBadawi) prima e poi da Diana Alzeer (@ ManaraRam),  raffigurava una bambina palestinese, apparentemente uccisa da un attacco aereo israeliano. Questo tweet, rilanciato per altre 300 volte è un falso completo. La foto è stato dimostrato risalire al 2006 e non avere nulla a che fare con Gaza e con gli attacchi israeliani.

La foto twittata da Khulood Badai

Il giorno dopo il tweet della Badawi, la stessa notizia fu ripetuta dalla Alzeer

Confutata una prima volta dal blogger Avi Mayer , il falso fu definitivamente smascherato da Arieh Kovler : la foto risaliva al 2006 e riguardava un incidente occorso a una bambina caduta dall’altalena. Diana Alzeer, posta davanti all’evidenza, continuo’ a insistere, sostenendo che la foto risaliva al giorno prima a Gaza. La foto fu scattata dalla Reuters, il 9 agosto 2006, la bambina si chiamava Raja Abu Shaban ed arrivo’ all’ospedale di Shifa insieme ai corpi di uomini armati, per cui in un primo tempo i due fatti furono messi in relazione. La Reuters che tramite il reporter Mohammed Saleh aveva fatto l’accostamento errato, ritratto’ una volta appurata la verità. E si parla del 2006!

A quel punto anche la Alzeer ammise l’errore

Ma, chi è quella che per prima ha fatto circolare la falsa informazione? Khulood Badawi è un funzionario dell’OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, ed il suo incarico è coordinatrice di Informazione e Media! Una impiegata delle Nazioni Unite, che lavora per un Ente incaricato della pratica di politiche umanitarie, e che ha avuto più a cuore la manipolazione dell’ opinione pubblica che il vero desiderio di proteggere una vita umana innocente. Badawi si è preoccupata di più della bugia che della vita.  Dopo questo episodio partirono petizioni per il suo allontanamento dall’ufficio Onu. Il portavoce dell’OCHA,  Amanda Pitt, rispose che la Badawi rimaneva pienamente confermata, mentre un’inchiesta interna avrebbe accertato in merito alla necessità di azioni disciplinari. Fox News riferi’ che  diversi siti filo-palestinesi intervennero in difesa della Badawi, tra i quali “Alternative News” che invio’ una petizione per salvare il suo posto di lavoro.

Secondo il rapporto, i difensori di Badawi accusarono il governo israeliano e gli  schieramenti pro-Israele di lanciare una campagna per imbavagliare la voce di Badawi per “i diritti legittimi del popolo palestinese” e la documentazione delle “violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati.”

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