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La Pravda, Rania e i virus

Sappiamo che il web è pieno di articoli-spazzatura; sappiamo che le pagine “complottiste” sono quelle che spesso raccolgono più consensi e lettori: il pubblico sembra aver bisogno del “sensazionale”, dell’incredibile, del “mai udito”. Ma leggere certe cose su un giornale che comunque ha una storia come la Pravda, fa lo stesso impressione.

Rania Saqa, palestinese uscita dalle carceri israeliane, lancia questo scoop che lesta la Pravda riprende:

Il regime israeliano inietta, ai detenuti che escono dal carcere, virus pericolosi! Notando che i prigionieri palestinesi sono colpiti da malattie gravi e croniche, come il cancro alla vescica e disturbi epatici, Rania ha rivelato che il regime di Tel Aviv inietta ai prigionieri virus pericolosi, prima di rilasciarli. La ex detenuta ha chiesto alle istituzioni e la comunità internazionale di esaminare con attenzione la cosa. 

La maggior parte dei detenuti muore dopo essere uscito dalle prigioni israeliane. Saqa Rania ha criticato l’abbandono nel quale lo stato palestinese lascia i prigionieri e le loro famiglie e ha aggiunto che “i prigionieri sono sottoposti alle torture più crudeli.” Un gran numero sospetto di prigionieri palestinesi sono affetti da malattie incurabili o disabilità permanenti, a causa della situazione critica delle carceri del regime israeliano. Recentemente, l’International Solidarity for Human Rights Institute ha avvertito che gli israeliani usano e abusano del regime carcerario per testare i loro nuovi farmaci, e questo contraddice principi medici e morali internazionali. Attualmente, circa 5.000 prigionieri palestinesi, tra cui donne e bambini, sono stipati nelle carceri del regime di Tel Aviv. La maggior parte non sono stati processati e alcuni non hanno alcuna accusa formale contro di loro, una strategia che il regime israeliano chiama “detenzione amministrativa”.

Rania “la dolente”

Non uno straccio di prova, ovviamente, sostiene queste accuse infamanti. Chi l’ha detto che la maggior parte dei detenuti muore? Le foto scattate ai detenuti rilasciati nello scambio con Gilad Shalit ci hanno mostrato giovani in piene forze, tutt’altro che debilitati, cosi’ come quelle scattate di recente a Marwan Barghuti, per esempio. La El Saqa era in galera dopo che tento’ di accoltellare un soldato israeliano, al checkpoint di Qalandiya. In questa intervista a Hamas Felesteen racconta che da quando ha lasciato il carcere accusa le più svariate malattie:  cancro al seno, cancro della vescica, epatite B, senza contare le ossa rotte. Dice di aver cercato inutilmente di farsi pagare le cure mediche da Hamas e dall’Amministrazione palestinese. Tutto questo un paio di mesi fa; nessun accenno a virus iniettati.  Lo stesso in una sua intervista a Al Quds: chiede soldi per le cure, dice di volersi  curare in Italia, ma niente altro.

Poi, pochi giorni fa, improvvisamente annuncia di avere i soldi per viaggiare in Italia e per il trattamento, ma non abbastanza per le spese di soggiorno. E in contemporanea ha cominciato a girare la storia dei virus.

El Saqa ha afferrato il concetto di base: se si vuole ottenere una copertura internazionale dei media – e denaro – incolpare l’Amministrazione palestinese non funziona. Devi incolpare Israele. E, come si vede, i risultati ci sono. Aspettiamo di vedere le sue accuse assurde ripetute, amplificate ed esagerate nei prossimi giorni.

Chi ti ha pagata Rania? E da chi aspetti ancora soldi per il soggiorno?

Articolo originale QUI

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Lo strano caso di Tzipora Menache

Sparsi per il web si trovano numerose pagine di “Citazioni sioniste” che mostrano il sionismo come un male, una cospirazione razzista. Molte delle citazioni sono false, bufale e invenzioni. Le citazioni sono realizzate per screditare Israele, il sionismo e gli ebrei. Non informano o illuminano nessuno. L’intento delle citazioni manipolate è quello di “dimostrare” che “il sionismo è razzismo”. e che i ‘sionisti’ avevano previsto il trasferimento degli arabi dalla Palestina fin dall’inizio.

Come si fabbrica una falsa citazione?

In vari modi:

Presentare un falso come fatto –

Una  “intervista” satirica e immaginaria  con un generale israeliano è stata presentata come una vera e propria intervista rilasciata da Ariel Sharon a Amos Oz.

Supposizione –

Secondo Benny Morris, Ben Gurion scrisse a suo figlio  “Dobbiamo espellere gli arabi.” Queste parole non sono mai state trovate nel testo ebraico delle sue lettere, ma a quanto pare in una versione in lingua inglese.

Citando fuori contesto –

Una parte di un discorso o una lettera, una frase detta ironicamente o con un intento evidentemente innocente è citata come a sé stante .

Tralasciando frasi chiave –

ad esempio la frase “Abbiamo comprato le terre dagli arabi” è stata omessa da una citazione Moshe Dayan per far sembrare che avesse ammesso che i sionisti avevano rubato tutto il paese.

 Un esempio: il caso di Tziporah Menache

Questa citazione fabbricata è egregia, perfino i nazisti ammettono che è un falso. Potete cercarlo sul sito Web di Stormfront, dove è anche smascherata.  Non c’è mai stata evidentemente nessuna persona a nome “Tziporah Menache” nel ruolo di portavoce israeliano. Non era di sicuro portavoce nel 2009.

“Sai molto bene, e gli americani stupidi sanno altrettanto bene, che controlliamo il loro governo, a prescindere da chi siede alla Casa Bianca. Vedi, io lo so e tu lo sai che nessun presidente americano può essere in grado di sfidarci anche se facesse l’impensabile. Che cosa possono (gli americani) fare contro di noi? Controlliamo il Congresso, controlliamo i media, abbiamo il controllo dello spettacolo, e controlliamo tutto in America. In America si può criticare Dio, ma non si puo’ criticare Israele. ” Portavoce israeliano, Tzipora Menache 2009

E’ apparso per la prima volta presumibilmente in un sito Web pakistano, ma non è più rintracciabile. Non è stato smascherato da sionisti, ma da antisemiti e siti web anti israeliani, a quanto pare perché la pagina Web conteneva un virus.

Su “Above top secret” troviamo

Dopo una attenta ricerca condotta da molti membri della comunità ATS si è concluso senza ombra di dubbio che questo thread è una bufala. La stessa citazione proviene da una singola fonte che ha dimostrato di essere di fantasia. Inoltre, un’attenta ricerca ha dimostrato che la sola menzione del nome del portavoce, non appare mai in articoli relativi a questa dichiarazione presunta. In breve, non siamo nemmeno in grado di stabilire se la donna esiste davvero.

Su “Rense.com”  il paranoico razzista Dick Eastman scrive:

Oggetto: E’ una bufala, una trappola Fw: israeliana Tzipora Menache: “Noi controlliamo gli americani stupidi” La citazione dell’inesistente “Menache Tzipora” – fa cadere chi cerca con la parola-chiave:  Israele in una ricerca dove trova un download di virus. E’ roba fabbricata apposta per noi. L’obiettivo è quello di convincere la gente a cercare con Google “Tzipora” -per far trovare un link che scarica un virus. La citazione è come una bambola finta usata come esca, attaccata al grilletto di una mina – chi indaga l’influenza di Israele tenterà di dare la caccia a Manache Tzipora e cadrà nella trappola.

Anche gli antisemiti si vergognano di questa fabbricazione grezza.

QUI