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Inesplicabili fenomeni…

Ogni venerdi’, dopo il sermone di mezzogiorno, intorno alla moschea Al Aqsa, come in un rituale obbligato e stanco, partono gli “scontri”. Lanci di pietre e bottiglie incendiarie contro poliziotti israeliani. Nessun giornale internazionale, di solito, riporta questi fatti, quasi fossero “normali” o comunque non gravi. Eppure Asher Palmer, 25 anni e suo figlio Yonathan, un anno, morirono per questi “innocui lanci di sassi”.

Asher Palmer e suo figlio Yonathan morirono nell’auto che fini’ fuori strada sotto il lancio di pietre

E il solito “copione si è ripetuto venerdì scorso, 8 marzo, quando centinaia di palestinesi usciti dalla preghiera alla moschea Al Aqsa hanno lanciato pietre e bombe molotov contro il personale di sicurezza israeliano, di stanza vicino all’ingresso del sito. 

Undici poliziotti sono stati feriti durante le violenze, uno di questi, ferito da una bomba molotov lanciata contro gli ufficiali dai palestinesi, secondo quanto riferito, da dentro la moschea.

La polizia ha disperso i manifestanti con granate assordanti e altre misure di controllo, non violente.

The Guardian nel suo spazio ‘immagine live‘, ha pubblicato la foto che mostra l’ufficiale colpito da una bomba molotov

con la seguente didascalia: Poliziotti israeliani prestano soccorso ad un loro collega ferito negli scontri intorno alla moschea Al Aqsa, venerdi’. I disordini tra i fedeli Palestinesi e l’esercito israeliano sono scoppiati durante la preghiera di venerdi’.

Il poliziotto è descritto genericamente “ferito”, senza che sia specificato né da chi né come. Altri siti di informazione, invece, hanno riportato la notizia correttamente. Il titolo del Guardian poi è molto esplicativo della politica del giornale: “Disordini sono scoppiati….” Come? Si sono auto-provocati o c’è stato forse qualcuno che li ha innescati? Quindi, davanti alla moschea Al Aqsa il venerdi’, “disordini scoppiano”, “bombe molotov incendiano”, “poliziotti si feriscono”…. Ora sappiamo che a Gerusalemme esistono anche questi inesplicabili episodi….

 

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Più realisti del Re

Harriet Sherwood, corrispondente del The Guardian, è ben conosciuta per i suoi articoli costantemente sbilanciati in sfavore di Israele. Il 13 Gennaio, la Sherwood ha scritto in merito alle proteste di un gruppo di palestinesi che hanno eretto, nel “corridoio” che va da Ma’ale Adumim a Gerusalemme, il famoso “E1”,  una tendopoli che è stata chiamata “Bab El Shams – La porta del sole”, per manifestare contro la decisione del governo israeliano di costruire nella zona stessa. Il suo articolo comincia cosi’:

“Lo Stato di Israele è entrato in azione, nelle prime ore di domenica mattina,  contro un gruppo di attivisti palestinesi che hanno eretto un villaggio-tenda su una collina rocciosa, a est di Gerusalemme. Centinaia di funzionari della sicurezza sono stati inacaricati dello sgombero su ordine del primo ministro, Benjamin Netanyahu. Secondo gli attivisti, una grande forza militare ha circondato l’accampamento, intorno alle 3 del mattino. Tutti i manifestanti sono stati arrestati e sei sono rimasti feriti, ha detto Abir Kopty”.

Ed ha aggiunto: Il legislatore palestinese Mustafa Barghouti, tra gli arrestati, ha detto che lo sfratto era “la prova che il governo israeliano opera un sistema di apartheid

Naturalmente il “popolo del web” ha sposato immediatamente questa tesi ed ovunque sono apparsi articoli che titolavano “Israele stato di apartheid”.

Tuttavia, secondo il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, non ci sono stati arresti – dichiarazione che è stata accuratamente riportata da diversi media arabi e che Rosenfeld ha confermato oggi su CAMERA. Secondo Rosenfeld, alcuni attivisti sono stati fermati per breve tempo, poi rilasciati.

CAMERA ha chiesto alla CNN di correggere prontamente la falsa notizia secondo la quale c’erano stati arresti nell’operazione. Come CAMERA osserva nel suo post in merito all’errore della CNN, anche Al Jazeera, ” fonte nota per il suo sbilanciamento nei confronti di Israele”, ha riferito la storia con precisione, scrivendo quanto segue:

“Molti attivisti sono stati arrestati durante lo sgombero, domenica mattina, tra i quali Mustafa Barghouti, segretario generale dell’Iniziativa nazionale palestinese (Al Mubadara), ha detto il corrispondente di Al Jazeera da Gerusalemme. La reporter di Al Jazeera da Gerusalemme , Jane Ferguson, ha detto che gli attivisti che sono stati arrestati sono stati condotti al checkpoint di Qalandiya e poi rilasciati. ”

Arab news riporta:

“Centinaia di poliziotti israeliani sono arrivati ​​da tutte le direzioni, circondando le tende e arrestandoli uno ad uno” ha detto il legislatore palestinese Mustafa Barghouti alla AFP. Ma il portavoce della polizia Micky Rosenfeld ha detto alla AFP che nessun arresto era stato fatto.”

E l’egiziano Al Ahram online:

“Centinaia di poliziotti israeliani sono arrivati ​​da tutte le direzioni,  circondando tutti quelli che erano nelle tende e arrestandoli uno ad uno,” ha detto il legislatore palestinese Mustafa Barghouti alla AFP. Ma il portavoce della polizia Micky Rosenfeld ha detto alla AFP che nessun arresto era stato fatto. “E’ stato detto loro che avevano sconfinato e sono stati scortati con cura dal luogo, uno per uno”, ha detto. “Nessun ferito da entrambe le parti.”

Ma evidentemente per la Sherwood basta e avanza il resoconto degli attivisti palestinesi. Non ha ritenuto di dover prendere in considerazione nemmeno le versioni dei giornali arabi. Eh, quando si dice “più realisti del Re”!

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