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27 momenti di odio

Il termine  “Sionismo” fu coniato nel 1890, da Nathan Birnbaum. Con il termine in generale si intende il movimento nazionale per il ritorno del popolo ebraico alla sua patria. Ebrei di tutte le convinzioni – sinistra, destra, religiosi e laici – hanno formato il movimento sionista e lavorato insieme per raggiungerne gli obiettivi.

L’uso distorto che ne è stato fatto, ha finito per far dimenticare il principio chiaro e semplice che lo aveva ispirato. Lo scrittore Abraham Yehoshua, scrisse su La Stampa del 25/11/2010:

“In primo luogo il sionismo non è una ideologia. Ecco infatti la definizione di ideologia secondo l’Enciclopedia ebraica: «Ideologia è un insieme sistematico e organico di idee, di principi e direttive in cui trova espressione il particolare punto di vista di una setta, di un partito o di un ceto sociale».

Secondo tale chiara definizione il sionismo non può e non deve essere considerato un’ideologia poiché, come sappiamo, sia in passato che al presente, ha rappresentato una piattaforma comune a idee sociali e politiche differenti e persino contraddittorie. Il sionismo auspicava e prometteva un’unica cosa: fondare uno Stato ebraico. E ha mantenuto questa promessa soprattutto, sfortunatamente, in seguito al fenomeno dell’antisemitismo.

Il sionismo cercava di disegnare un quadro del futuro Stato ebraico, del suo carattere, del suo ordinamento politico, dei suoi confini, dei suoi valori sociali, del suo atteggiamento verso le minoranze e altro ancora. Tutti questi temi erano aperti fin dall’inizio a decine di interpretazioni e di posizioni politiche e sociali degli ebrei giunti in Israele e, naturalmente, agli sviluppi e ai cambiamenti in atto in ogni società umana.

Una volta fondato lo Stato ebraico – Israele – l’unico residuo attivo e significativo del sionismo è il principio della Legge del Ritorno! Vale a dire che lo Stato ebraico, oltre a essere controllato e governato mediante il Parlamento da tutti i suoi residenti in possesso di nazionalità israeliana, è ancora aperto a qualunque Ebreo che ne voglia richiedere la cittadinanza.

Un’analoga Legge del Ritorno esiste anche in altri Paesi: in Ungheria, per esempio, in Germania e in altri….Quando nel 1947 le Nazioni Unite decisero di creare uno Stato ebraico non destinarono una parte della Palestina solamente ai seicentomila Ebrei che vi risiedevano al tempo. Il presupposto morale era che tale Stato avrebbe dato rifugio a qualunque Ebreo lo richiedesse.

Un israeliano – Ebreo, Arabo o altro – che si definisce non-sionista è un cittadino che si oppone alla Legge del Ritorno. E questa opposizione è legittima come qualunque altra opinione politica. Anti-sionista è chi vuole invece cancellare retroattivamente lo Stato di Israele e, a eccezione di sette estremistiche ultra-ortodosse o circoli radicali nella diaspora, non credo che molti Ebrei sostengano questa convinzione.”

“Il sionismo nasce da un motivo ancora più profondo della sofferenza ebraica. Si è radicato in una tradizione spirituale ebraica il cui mantenimento e sviluppo sono per gli Ebrei la base della loro sopravvivenza come comunità. ” Albert Einstein definiva cosi’ l’importanza del sogno sionista per gli Ebrei, sul Manchester Guardian, il 12 ottobre del 1929.

Continua Yehoshua:

“Tutti i temi importanti e fondamentali in corso di dibattito in Israele – l’annessione o la non annessione dei territori occupati, il rapporto tra la maggioranza ebraica e la minoranza araba, quello tra religione e Stato, il carattere e i valori della politica economica e sociale o persino l’interpretazione di eventi storici del passato – sono analoghi a quelli affrontati anche da altre nazioni in quanto toccano l’identità dinamica e in continua evoluzione di ogni popolo e Paese.”

E allora, se Israele si trova ad affrontare né più e né meno i problemi che la maggior parte delle nazioni nel mondo si sono trovate ad affrontare, perché è diventato l’icona del “Male”, dello “Stato Canaglia”, impareggiabilmente più demonizzato di quegli Stati nei quali ancora i diritti dell’Uomo, la parità tra i generi, l’integrazione, la democrazia sono ben di là da venire?

“No all’antisemitismo “anche quando esso si travesta da antisionismo”. Giorgio Napolitano lo diceva già nel 2007! “Antisionismo, ha detto il capo dello Stato, “significa negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele”.

Bene, allora siamo tutti d’accordo che la demonizzazione di Israele non puo’ essere considerata “legittima critica a un governo” e che dare il nome di antisionismo al proprio antisemitismo non migliora la faccenda? Allora come definire certe manifestazioni? “tlv faces” ci mostra “27 momenti di Israelo-fobia” e come spesso succede le immagini parlano direttamente.

*Una protesta fuori dell’Ambasciata di Israele a Londra si trasforma in battaglia

* Il bambino porta un cartello con la frase: “Per la pace nel mondo Israele deve essere distrutto” a Londra, Trafalgar Square

* Manifestazione in una delle principali piazze di Copenaghen; al minuto 0:41 un bel saluto nazista. Al minuto 01:10 un manifestante dice in danese:

“Vogliamo uccidere tutti gli Ebrei, tutti gli Ebrei dovrebbero essere uccisi, non hanno diritto di esistere!”, accompagnato da offese in arabo e danese

*Manifestazione dei Neturei Karta nella Valle del Giordano: “Gerusalemme libera e TUTTA la Palestina, (cioè tutta Israele)” e per paura che non fosse chiaro, l’aggiunta: “Proibire qualsiasi Stato ebraico”

*Pedagogia infantile a San Francisco, California: gli Ebrei sono terroristi

*Attività nei campus americani: Israele è il nuovo nazismo

*In una via americana desiderano globalizzare l’intifada

* Poco fantasiosi studenti americani musulmani: Israele è la nazione mostro assetata di sangue. Conosciamo l’idea da diversi secoli

* In Malesia ci fanno sapere che è Israele il VERO terrorista (paura di essere al primo posto?)

* Jobbik, partito neo nazista in Ungheria, punta sul solido: Israele stato conquistatore e Mossad autore dell’11 settembre

* A Londra sono “tutti Hezbollah” e ovviamente boicottano Israele

* Un iraqeno riceve la Stella di David sulla schiena durante un attacco a St. Louis 

* A Barcellona preferiscono bruciare

* In Indonesia confidano in Allah, che ci pensi Lui

* A New York il nuovo gioco di società è l’attacco all’Ebreo

* Sempre i Neturei Karta che questa volta denunciano un furto

* Paragonare i sionisti ai nazisti strappa anche un mezzo sorriso

* Alla Brandeis University di Boston la Palestina va dal “fiume al mare”

* A Toronto i leader musulmani la fanno corta: Lasciate la Palestina o sarete sparati

* L’Islam dominerà, lo promettono all’America

* Nei campus di Irvine e Santa Cruz, in California, TUTTO quanto riguarda Israele è illegale

* All’Onu qualcuno si accorge che l’accanimento contro Israele è “un po’ troppo”

* Intanto le nuove generazioni si preparano nei campi paramilitari di Hamas

* A Gerusalemme chiedono “basta con la giudeizzazione di Gerusalemme”. Attendiamo manifestazioni contro la francesizzazione di Parigi e la giapponizzazione di Tokio

* Le recite scolastiche in Europa: Palestina libera

* In Norvegia la giornata per la promozione dell’odio contro Israele è diventata tradizione: faccine pulite e sorridenti di adolescenti (tredicenni?) e pompelmi che grondano sangue

* Ad Amsterdam non è che se prendete un taxi dovete per questo scordare che Israele è uno Stato terrorista!

Bene, ecco a voi le “legittime critiche alla politica di uno Stato”.

(Tutte le fonti delle foto all’articolo originale)

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