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Robert Fisk: Hajj Amin? Un filo-palestinese

Robert Fisk è un “esperto di Medio Oriente”. Lavora per il “The Indipendent”. In quanto esperto, i suoi errori storici grossolani gli sono stati più volte rimarcati, per esempio quelli del suo The Great War of civilization da Efraim Karsh: Gesù nacque a Betlemme, non, come scrive Fisk, a Gerusalemme. Il califfo Alì, cugino del profeta Maometto e suo genero, fu ucciso nel corso dell’anno 661, non nel 8 ° secolo. L’Emiro Abdallah divenne re di Transgiordania nel 1946, non 1921, e sia lui che suo fratello minore, il re Faisal I dell’Iraq, non proveniva da una “tribù del Golfo”, ma piuttosto dagli Hashemiti, dall’altra parte della penisola arabica.

Robert Fisk

La monarchia iraqena fu rovesciata nel 1958, non nel 1962, Hajj Amin al-Husseini, il mufti di Gerusalemme, fu nominato dalle autorità britanniche, non eletto; l’Ayatollah Khomeini trasferi’ il suo esilio dalla Turchia verso la città santa sciita di Najaf non durante il regime di Saddam Hussein, ma quattordici anni prima che Saddam prendesse il potere. La risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza  fu approvata nel novembre 1967, non nel 1968; Anwar Sadat firmo’ un trattato di pace con Israele nel 1979, non nel 1977, e fu assassinato nel mese di ottobre 1981, non del 1979. Yitzhak Rabin fu ministro della Difesa, non Primo ministro, durante la prima intifada palestinese, e al Qaeda fu fondata nel 1998, non un decennio prima. E così via.

Le “frasi celebri” di Fisk

Frisk è specializzato nelle accuse contro Israele; le sue accuse – che spesso è stato obbligato a ritrattare- sono documentate fin dal 1994. Per esempio, della crescita del radicalismo islamico in Libano, diceva:

Ho visto il volgersi della popolazione musulmana da amichevole ad odiatrice dell’occidente … Tutto è iniziato con l’invasione israeliana del Libano nel 1982. Quell’anno cambiò il Libano per sempre.”

Naturalmente in Libano la polarizzazione religiosa e l’anarchia politica non iniziarono nel 1982, ma dodici anni prima, nel 1970, quando il fallito tentativo  dell’OLP di rovesciare Re Hussein di Giordania favori’ l’entrata di una marea di palestinesi dalla Giordania in Libano.

L’afflusso di combattenti dell’OLP e la creazione di un mini-stato dell’OLP in Libano accelero’ il deterioramento del fragile rapporto tra gruppi musulmani e cristiani libanesi. Nel 1975 le tensioni tra cristiani, musulmani sunniti, sciiti e Palestinesi erano sfociate in vera guerra civile. Non una parola di questo apparve nei “documentari” di Fisk.

Il 18 novembre 2013, su “The indipendent” appare un articolo di Fisk:

Il vero veleno è da ricercarsi nell’eredità morale di Arafat.

Nell’articolo Fisk rigetta la tesi dell’avvelenamento ma nello stesso tempo tenta un’opera di riabilitazione di Arafat e del suo pluridecennale coinvolgimento in attacchi terroristici mortali contro gli Israeliani, e ridicolmente sostiene che il suo più grande difetto fu essere ‘troppo fiducioso’  nei confronti dei leader israeliani.

Ha fatto così tante concessioni a Israele – perché stava diventando vecchio e voleva andare in “Palestina” prima di morire – che i suoi discendenti politici stanno ancora pagando. Arafat non aveva mai visto una colonia ebraica nei territori occupati quando accetto’ gli accordi di Oslo. Si fidava degli americani. Si fidava degli israeliani. Si fidava di chi sembrava dire le cose giuste. E deve essere stato faticoso iniziare la sua carriera come un super-“terrorista” a Beirut e poi essere accolto sul prato della Casa Bianca come un super-“statista” e poi ri-creato da Israele come un super-“terrorista” di nuovo .”

Ma la bugia più eclatante per omissione appare più avanti, quando riferisce di una conversazione tra Arafat ed Edward Said, in merito a Hajj Amin El Husseini, mufti’ di Gerusalemme:

Edward Said mi disse che Arafat affermo’ nel 1985 che “se c’è una cosa che non voglio è essere come Haj Amin. Lui aveva sempre ragione e non ha ottenuto nulla ed è morto in esilioBraccato dagli inglesi, Haj Amin, il Gran Mufti di Gerusalemme, ando’ a Berlino durante la seconda guerra mondiale, nella speranza che Hitler avrebbe aiutato i palestinesi.”

Cosi’ il filo-nazista Hajj Amin, diventa qualcuno che cerco’ Hitler nella speranza di salvare i Palestinesi!!! Il rapporto di CAMERA (basato sulla documentazione  del libro di Jennie Lebel ‘ Il Mufti di Gerusalemme : Haj Amin el- Husseini e il nazional-socialismo ‘) rende chiaro il desiderio di Haj Amin non di “aiutare i Palestinesi” ma di annientare gli Ebrei .

Haj Amin el- Husseini , che fu nominato muftì di Gerusalemme nel 1921 aiutato da simpatici funzionari britannici , sostenne l’opposizione violenta ad ogni insediamento ebraico nel Mandato per la Palestina e incitò gli Arabi contro la presenza ebraica in crescita. Lebel descrive la violenza del 1929 , in cui Haj Amin diffuse la storia che gli Ebrei pianificavano di distruggere la Cupola della Roccia e la moschea di Aqsa . Usando foto falsificate della moschea in fiamme e diffondendo la propaganda presa in prestito dal falso anti- ebraico , i ” Protocolli dei Savi di Sion “, il mufti istigo’ un terribile pogrom contro gli Ebrei in Palestina . Il 23 agosto, gli Arabi irruppero a Gerusalemme e attaccarono gli Ebrei . Sei giorni dopo , una seconda ondata di attentati provoco’ 64 morti a Hebron

Il Mufti si rese responsabile di instillare il sentimento anti-ebraico, basato religiosamente, nella nascente coscienza nazionale palestinese …. presagendo moderne proposte di boicottaggio contro l’insediamento ebraico, Haj Amin invito’ tutti i musulmani a boicottare le merci ebraiche e organizzo’ l’attacco arabo del 10 aprile 1936. …

Vedeva in nazisti e fascisti italiani alleati naturali che avrebbero fatto ciò che gli inglesi non erano disposti a fare – liberare la regione dagli Ebrei e aiutarlo a stabilire uno Stato arabo unitario in tutto il Medio Oriente … Credendo che l’Asse potesse prevalere nella guerra, il mufti si assicuro’ l’ impegno sia dell’Italia che della Germania per la formazione di uno Stato arabo a livello regionale. Chiese anche di poter risolvere il problema ebraico con lo “stesso metodo che verrà applicato per la soluzione del problema ebraico negli Stati dell’Asse.” Il 28 novembre 1941, incontro’ per la prima volta Adolf Hitler e rese partecipe il leader tedesco della convinzione araba che la Germania avrebbe vinto la guerra e che questo sarebbe andato a vantaggio della causa araba.

Mentre Hitler condivideva la convinzione del mufti che l’attuale guerra avebbe determinato il destino degli Arabi, la sua priorità era la lotta contro “gli Ebrei che controllano la Gran Bretagna e l’Unione Sovietica.” Lebel rivela la promessa di Hitler che, una volta l’esercito tedesco avesse raggiunto i confini meridionali del Caucaso, avrebbe annunciato al mondo arabo che era giunto il momento della liberazione. I tedeschi avrebbero annientato tutti gli Ebrei che vivevano in zone arabe. …

Il punto di vista degli Ebrei come contaminatori della società e cospiratori malevoli oggi ritornano nella Carta fondazione di Hamas.

In una trasmissione radio dalla Germania il 16 novembre 1943 … Haj Amin rese nota la sua visione del conflitto con gli Ebrei: 

“Gli Ebrei portano la povertà nel mondo, guai e disastri … distruggono la morale in tutti i paesi … falsificano le parole del profeta, essi sono portatori di anarchia e di sofferenza nel mondo. Sono come tarme che mangiano tutto il bene dei paesi. Hanno preparato la macchina da guerra di Roosevelt e portato disastro per il mondo. Sono dei mostri e la causa di tutti i mali del mondo …. “

Come l’ex ufficiale nazista Wilhelm Melchers testimonio’ dopo la guerra:

 Il mufti era un nemico abile degli Ebrei e non nascondeva il suo desiderio di vederli tutti liquidati. 

E ‘chiaro che il rapporto di Haj Amin con Hitler non fu una semplice “alleanza di convenienza”, ma si baso’ su fantasie antisemite eliminazioniste condivise. Come Jeffrey Herf ha scritto nel suo libro del 2009, ‘Propaganda nazista per il mondo arabo‘,

il Mufti “svolse un ruolo centrale nella fusione culturale tra le tradizioni europee ed islamiche di odio per gli Ebrei; è stato uno dei pochi che domino’ i temi ideologici e le sfumature del fascismo e del nazismo, così come gli elementi anti-ebraici all’interno del Corano e i successivi commentari “.

Per Robert Fisk, Haj Amin era solo un ‘filo-palestinese’; tanto varrebbe allora descrivere Adolf Hitler come un semplice ‘pro-ariano’.

QUI

I deliri di un “relatore speciale”

“Israele deve porre fine al trattamento terribile ed illecito dei detenuti palestinesi. La comunità internazionale deve reagire con urgenza ed usare qualsiasi leva in suo possesso per mettere fine al ricorso abusivo della detenzione amministrativa da parte di Israele”  

Chi si è espresso in questi termini è Richard Falk. Ma chi è? Richard Anderson Falk, professore americano di diritto internazionale all’Università di Princeton, nominato nel 2008 “relatore speciale” per monitorare “la situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967”. Falk è consulente dell’associazione “Israeli-Palestinian Peace-USA (FFIPP-USA)”, organizzazione che si descrive come “impegnata per la fine dell’occupazione israeliana dei Territori Palestinesi e per la pace”. Sulla loro pagina si legge “Lezioni apparse chiare dall’operazione “Pillar of Defence” 

1 – Il peggior nemico del sionismo è la pace: è per questo che Israele ha ucciso Jabari, il leader delle Brigate Qassam, che aveva accettato e installato l’ultima tregua tre giorni prima di essere ucciso. Per lo stesso motivo, Israele ha ucciso Arafat e Rabin, e odia Abbas.

2 -Le guerre mosse da Israele sono sempre iniziate per “autodifesa” e per “proteggere i suoi cittadini”: i bombardamenti in corso, la guerra Piombo Fuso, l’assedio, la guerra in Libano (s), 1967, 1956, 1948 e tutti gli assalti importanti in mezzo. Sempre la responsabilità per l’uccisione di civili, compresi i bambini, cade sui terroristi, che significa arabi.

Questo tanto per far capire di che tipo sia “la pace” che sostiene l’associazione. Falk ha fatto parte per molti anni dell’organizzazione Human Rights Watch, fino a che la stessa non l’ha cacciato. E perché?

Il 17 dicembre 2012, UN Watch, una Ong indipendente, con sede a Ginevra, aveva chiesto a HRW di licenziare Falk, motivando la richiesta con l’accusa di antisemitismo e diffusione di teorie della cospirazione in merito all’attentato dell’11 / 9, accuse mosse dal primo ministro britannico David Cameron, dall’Ambasciatore degli Stati Uniti Susan Rice, dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e dal Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay.

“Ci complimentiamo con Human Rights Watch e il suo direttore Kenneth Roth per aver fatto la cosa giusta, ed aver infine rimosso questo nemico dei diritti umani dalla loro importante organizzazione”, ha affermato Hillel Neuer, direttore esecutivo di UN Watch.

“Un uomo che sostiene l’organizzazione terroristica di Hamas, e che è stato appena condannato dal Foreign Office britannico per il suo sostegno a un libro violentemente antisemita, non ha posto in una organizzazione dedicata ai diritti umani”, ha detto Neuer.

la vignetta pubblicata da Falk

Il libro in questione è intitolato “The Who Wandering?” ed è stato scritto da Gilad Atzmon, musicista jazz britannico. Per evitare qualsiasi dubbio sulla credenziali anti-semite di Atzmon, basta ascoltare la sua auto-descrizione nel libro stesso. Egli si vanta cosi’ “rappresento molte delle intuizioni di un uomo che … è un antisemita e un misogino radicale” e un odiatore di “quasi tutto ciò che non riesce ad essere mascolinità ariana” (pagg 89-90). Egli si dichiara un “orgoglioso, Ebreo che odia se stesso” (pag 54) , scrive con “disprezzo” di “l’Ebreo in me”(pag 94), e descrive se stesso come “un avversario forte … dell’ebraicità ” (186). I suoi scritti, sia online che nel suo nuovo libro, ricalcano i classici antisemiti presi in prestito da pubblicazioni naziste.

In tutti i suoi scritti, Atzmon afferma che gli ebrei cercano di controllare il mondo  :

· “Dobbiamo iniziare a prendere l’accusa che il popolo ebraico sta cercando di controllare il mondo molto sul serio.”

· “L’ebraismo americano rende impossibile qualsiasi dibattito sulla questione se i “Protocolli degli anziani di Sion” siano un documento autentico o meglio un falso irrilevante. Gli Ebrei americani cercano di controllare il mondo, per procura “.

Falk non si è fatto mancare nulla: ha paragonato Israele ai nazisti, ha parlato di “pulizia etnica”, di “genocidio”, ha detto che il mondo “dovrebbe avere una capitale islamica globale e che questa dovrebbe essere Istanbul” e che la Turchia potrebbe “provvedere ad una civilizzazione post-occidentale”. 

Ha parlato di Hamas come di un’organizzazione non terroristica e non antisemita e dell’agenda di Khaled Mashaal come di una “alternativa pacifica”

La “pacifica alternativa”

 

E’ stato capofila nel boicottaggio di aziende israeliane come Motorola, Caterpillar, Volvo, HP e altre. Pochi giorni dopo che l’Ayatollah Khomeini prese il potere nel 1979, Falk rassicuro’ il mondo che “la rappresentazione di Khomeini come un fanatico, reazionario e portatore di pregiudizi è certamente e felicemente falsa.”

“operatore i pace”

Nel 2008, dopo che Falk aveva sostenuto che Israele stava progettando un “Olocausto palestinese”, Bashar al-Assad , Muammar Gheddafi e altre dittature lo installarono come “relatore speciale” della situazione dei Diritti umani nei Territori palestinesi.

Falk lo scorso anno ha pubblicato una vignetta che mostra un cane, con “USA” scritto sul dorso, in testa una kippah, in procinto di divorare uno scheletro insanguinato e urinare su una figura femminile che simboleggia la giustizia. Alla fine, dopo aver inizialmente insistito a difendere il suo gesto, Falk a malincuore si è scusato – con gli ebrei e con gli animali. Non è uno scherzo: QUI  

“resistenti”

Nella sua relazione alla Commissione Onu per i Diritti dell’Uomo, il 21 Marzo 2011, Falk accuso’ Israele di aver minato il rispetto del diritto internazionale, ignorato i metodi pacifici di risoluzione dei conflitti, ed eroso la credibilità del Consiglio dei diritti dell’uomo in relazione al conflitto israelo-palestinese. Confermo’ lo scetticismo palestinese circa la volontà e la capacità della comunità internazionale, e in particolare degli organi delle Nazioni Unite, di sostenere i diritti umani dei palestinesi, così a lungo sotto un’occupazione pesante. Accuse ai “coloni”, accuse per il “blocco di Gaza”, espansione di Gerusalemme est, problema dei “profughi”. L’unica soluzione, disse, è uno stato palestinese con Gerusalemme capitale. Non una parola sulle violazioni ai Diritti dell’uomo da parte di Hamas, non una parola sulle responsabilità dell’Amministrazione palestinese, non una parola sugli atti di terrorismo.

All’incontro erano presenti: Venezuela, Pakistan a nome dell’Organizzazione della Conferenza islamica, Kuwait, Siria, Brasile, Egitto, a nome del Movimento dei Paesi Non Allineati, l’Iraq a nome del gruppo arabo, Algeria, Turchia, Nigeria per conto del gruppo africano, Gibuti, l’Unione europea, Cuba, Indonesia, Stati Uniti, Tunisia, Malesia, la Federazione Russa, Emirati Arabi Uniti, Sudan, Bangladesh, Libano, Maldive, Qatar, Giordania, Arabia Saudita e l’Islanda. Se ci fu chi considero’ sbilanciato il rapporto Falk ed espresse le sue perplessità, la maggior parte degli intervenuti accolsero con entusiasmo il rapporto. Per esempio Zamir Akram (Pakistan), il quale parlando a nome dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, disse che l’Organizzazione della Conferenza Islamica accoglieva con favore la relazione equilibrata e obiettiva sulla situazione dei territori occupati palestinesi “La comunità internazionale non può rimanere in silenzio su questa carneficina”.

SADIQ M.S. Marafi (Kuwait) disse di aver esaminato la relazione con grande interesse e condanno’ la violazione dei diritti umani in Palestina. “Il Kuwait ribadisce che una pace giusta e duratura può avere luogo solo con un pieno ritiro di Israele dai territori occupati palestinesi e con il raggiungimento di uno Stato palestinese con Gerusalemme come sua capitale.”

Faysal KHABBAS Hamoui (Siria) lo ringrazio’ per i suoi sforzi coraggiosi nel rivelare le violazioni commesse da Israele contro il popolo palestinese. (la Siria!!!) “C’è la necessità di un’azione urgente da parte del Consiglio dei diritti umani per proteggere il popolo palestinese e per stabilire lo Stato palestinese con Gerusalemme come sua capitale.”

HEBA MOSTAFA Rizk (Egitto), parlando a nome del Movimento dei Paesi Non Allineati, chiese al relatore speciale quali misure specifiche il Consiglio avrebbe dovuto prendere per provocare una più grave reazione internazionale in merito alle violazioni dei diritti umani che si erano verificate per più di 60 anni.

MOHAMED ALI ALHAKIM (Iraq), ribadi’ “il diritto di uno Stato libero e indipendente con Gerusalemme come capitale, e la restituzione delle loro terre ancestrali in linea con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.”

IDRISS JAZAIRY (Algeria) disse che “L’ Algeria è molto preoccupata per le continue violazioni dei diritti umani a causa delle pratiche oppressive da parte della potenza occupante” (l’Algeria!!!)

FRANK ISOH (Nigeria), parlando a nome del gruppo africano accolse con favore il rinnovo dell’incarico di Falk per un rinvio della situazione alla Corte internazionale di giustizia per una decisione autorevole sul fatto che gli elementi della occupazione israeliana costituivano forme di colonialismo e apartheid.

Mohamed Siad DOUALEH (Gibuti) ringrazio’ il relatore speciale per la qualità della sua relazione.

JUAN QUINTANILLA (Cuba) ribadi’ il suo sostegno inequivocabile per la causa del popolo palestinese e la creazione dello Stato libero e indipendente palestinese con Gerusalemme Est (bontà sua, specifico’ est) come capitale. In chiusura, Cuba chiese al relatore speciale quali misure erano necessarie per guidare Israele a cooperare con il mandato e di rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite.

“legittime critiche a un governo”

Ecco, questi sono alcuni dei Paesi, campioni nel mondo per violazioni dei Diritti umani, che votano le Risoluzioni Onu contro Israele.

Naturalmente Falk è anche uno dei massimi sostenitori della teoria del complotto in merito all’11 settembre. Richard Falk ha scritto la prefazione al libro più famoso nel settore: “Aknowledgement” di David Ray Griffin che si dice “in debito con Richard Falk, per ragioni che vanno al di là della sua gentilezza nello scrivere la prefazione. Fu attraverso la sua influenza che ho iniziato a lavorare su questioni politiche globali … Ed è stato per mezzo suo che ho potuto collegarmi alla Olive Branch Press of Interlink Publishing “, l’editore del libro. “Sono particolarmente grato per questa connessione.”

Le teorie di Griffin sono così estreme che, come egli ammette, anche il leader radicale Noam Chomsky ha rifiutato di scrivere un avallo. “Richard Falk ha scritto a Chomsky e gli ha detto, “penso che dovrebbe leggere questo manoscritto. Il mio amico David Griffin è un suo grande ammiratore…“ Chomsky ha risposto “No, non voglio leggere il libro del suo amico Griffin.”

Eppure, senza sorprese, nella stampa italiana on line c’è chi ha dato molto risalto ai deliri di Falk; in certi ambienti posizioni come le sue sono ritenute “di buon senso” e forse perfino “in direzione della pace”. Cosi’ per Myriam Marino, della Rete Eco, che si premura di sottolineare le radici ebraiche di Falk, cercando di scongiurare eventuali accuse di anti semitismo, come non sapesse che esistono Ebrei anti semiti fieri di esserlo, come Gilad Atzmon per esempio. Naturalmente, tutte le pagine che incitano al boicottaggio dei prodotti israeliani; la pagina intitolata a  Vittorio Arrigoni, che si guarda bene dall’informare che Samer Issawi non è un attivista per i diritti umani, ma un terrorista con esseri umani sulla coscienza e che anzi pubblica vignette come questa,tanto per ribadire

Terrasanta Libera, famosa finestra sull’odio antigiudaico ; le solite pagine pro palestinesi, più realiste del re e via discorrendo.

Chiudiamo questo escursus nelle miserie politiche ricordando che: “Secondo la risoluzione 5/1  i seguenti criteri generali saranno di fondamentale importanza durante la nomina e la selezione dei titolari di mandati:

(a) le competenze, (b) esperienza nel campo del mandato,

(c) l’indipendenza, (d) imparzialità, (e) l’integrità personale, e (f) l’obiettività….

E per Richard Falk perché non sono state applicate queste regole?

Quando quelli della Flottilla eterna eleggono i Commissari Onu…

Poi ci sono i falsi che, per fortuna, fanno anche sorridere, mettono quasi di buon umore! Come questo che sta girando in rete attualmente, a cura del gruppo “We are all on the Freedom Flottilla 2” :

“di Richard Falk – 13 febbraio 2013

Il seguente comunicato stampa è stato rilasciato il 13 febbraio sotto gli auspici del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, nel mio ruolo di Commissario Speciale per I Territori Palestinesi Occupati dal 1967.

Questa resistenza nonviolenta contro pratiche di detenzione illegali ed abusive da parte di Israele è un oltraggio per i diritti umani che dovrebbe costituire argomento di attenzione da parte dei media e di protesta in tutto il mondo.

Chiedo con forza a chiunque possa farlo di fare pressioni su Israele prima che queste persone muoiano in carcere. Risulta che si trovino attualmente in gravi condizioni. Per favore, usate ogni tipo di social network per allertare i vostri contatti.

Comunicato stampa

Il Commissario delle Nazioni Unite chiede l’immediato rilascio di tre detenuti palestinesi in sciopero della fame, detenuti da Israele senza accuse.

Ginevra, 13 febbraio 2013 – Il Commissario Speciale delle Nazioni Unite Richard Falk ha chiesto oggi l’immediato rilascio di tre palestinesi detenuti senza accuse da Israele. Falk ha espresso forte preoccupazione per la sorte di Tarek Qa’adan e Jafar Azzidine, al 78° giorno di sciopero della fame, e di Samer Al-Issawi, che è in sciopero della fame parziale da più di 200 giorni.

“Mantenere in detenzione il Sig. Qa’adan, il Sig. Azzidine e il Sig. Al-Issawi in queste condizioni è inumano. Israele è responsabile per ogni danno permanente” – ha avvisato l’esperto indipendente designato dal Consiglio per i Diritti Umani a monitorare e riferire sulle violazioni dei diritti umani da parte di Israele in Palestina. “Se i funzionari israeliani non possono presentare prove a supporto delle accuse contro questi tre uomini, essi devono essere immediatamente rilasciati”. “Il Sig. Qa’adan e il Sig. Azzidine sarebbero ad un passo dal decesso, secondo quanto riportato, con la minaccia di un incombente attacco di cuore fatale” ha sottolineato l’esperto, ricordando che i due uomini sono stati arrestati il 22 novembre 2012 e hanno iniziato lo sciopero della fame il 28 novembre, dopo essere stati condannati alla detenzione amministrativa per un periodo di tre mesi. Sono stati trasferiti all’ospedale Assaf Harofi, vicino a Tel Aviv, il 24 gennaio 2013, dopo che le loro condizioni si erano gravemente deteriorate.

Questa è la seconda volta che il Sig. Azzidine e il Sig. Qa’adan intraprendono lo sciopero della fame contro la detenzione amministrativa, da quando hanno preso parte allo sciopero della fame di massa dei palestinesi dal 17 aprile al 14 maggio 2012. Il Sig. Qa’adan era stato rilasciato dopo 15 mesi di detenzione lo scorso 8 luglio e il Sig. Azzidine era stato rilasciato il 19 luglio 2012 dopo tre mesi di detenzione, prima di essere nuovamente arrestato.

“Israele deve porre fine al trattamento terribile ed illecito dei detenuti palestinesi. La comunità internazionale deve reagire con urgenza ed usare qualsiasi leva in suo possesso per mettere fine al ricorso abusivo alla detenzione amministrativa da parte di Israele” ha esortato il Commissario Speciale. Il Sig. Falk ha sottolineato che Israele attualmente trattiene almeno 178 palestinesi in detenzione amministrativa.

Traduzione di Elena Bellini

Fonte: http://richardfalk.wordpress.com/2013/02/13/urgent-un-press-statement-release-palestinian-hunger-strikers-now/

Impressionante no? Peccato che Richard Falk non sia Commissario proprio di un bel nulla! In compenso è stato espulso da Human Right Watch per antisemitismo

Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi, fini’ nel mirino per la pubblicazione di quella che fu descritta come una vignetta “apertamente antisemita“, sul suo blog. Un cane con “USA” scritto sul dorso e con indosso una kippà, urinava su una rappresentazione della giustizia, mentre divorava le ossa insanguinate di uno scheletro.

Aveva già detto in passato che Hamas non è un’organizzazione antisemita, revisionato l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre, tanto da meritarsi la riprovazione pubblica di Ban Ki Moon; nel 79 aveva scritto un editoriale intitolato: “Confidando in Khomeini“, per chiedere il suo allontanamento da HRW si era scomodato Cameron, la Germania e l’Onu.

Falk è uno dei migliori teorici del complotto sul  9/11 del mondo; sostiene coloro che accusano il governo degli Stati Uniti di aver orchestrato la distruzione delle Torri Gemelle come pretesto per lanciare guerre. Promuove gli scritti di David Ray Griffin, suo discepolo e amico intimo che ha prodotto 12 libri che descrivono l’attacco al World Trade Center come “un lavoro dall’interno.” Non solo Falk ha contribuito alla prefazione del libro di Griffin “The New Pearl Harbor”, lodando l’autore per la “forza”, il “coraggio” e “l’intelligenza”, ma Griffin si servi’ degli accrediti di Falk per ottenere la pubblicazione del libro. Falk è ripetutamente apparso nello show “TruthJihad.com” di Kevin Barrett, un teorico del complotto e scettico della Shiah, approvandone il “buon lavoro”, e lodando il tiranno iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

E ora scopriamo che quelli della “We are all on the Freedom Flottilla2” lo hanno promosso a Commissario delle Nazioni Unite! Per fortuna ogni tanto c’è di che sorridere!