Le presunte linee guida delle trattative di pace

Il sito  Elder Of Zyion, pubblica le presunte linee guida dei negoziati israelo/palestinesi che inizieranno questa settimana, cosi’ come sono apparse sul giornale Palestine Today. La durata dei colloqui sembra essere prevista tra i sei e i nove mesi. Elder of Zion si riserva la possibilità di eventuali, pronte, correzioni al testo tradotto. Questo documento potrebbe essere stato inviato a Mosca da Abbas per consultazione e fatto poi trapelare in quell’occasione.

1) Negoziati bilaterali, senza condizioni preliminari, ma che seguano le direttive seguenti:

2) Partecipazione della Giordania alle riunioni relative ai “rifugiati”, Gerusalemme e questioni connesse.

3) La barriera di sicurezza costituirà un confine di protezione per lo Stato ebraico e una frontiera permanente per lo Stato palestinese, con riserva di modifica di comune accordo. (N.d.T. Non so che cosa questo possa significare, a meno che non stiano dicendo che i confini di Israele non andranno al di là della Linea Verde, il che suonerebbe strano se vi fosse uno scambio di territori).

4) Scambi di terra per circa l’8-10% del territorio della Cisgiordania.

5) Congelamento delle costruzioni da parte di Israele, per quanto riguarda alcuni avanposti, ma non per quanto concerne i blocchi di insediamenti già esistenti, compresi Ma’ale Adumim, Har Homa, Gilo, Neve Yaakov, Ramat Shlomo, Kiryat Arba, e alcuni altri grandi agglomerati.

6) I residenti degli insediamenti “congelati” avranno la scelta in merito alla propria cittadinanza, alla fine delle trattative.

7) Alla fine delle trattative sarà dato l’nnuncio della fine del conflitto e la piena normalizzazione tra Israele e tutti i Paesi arabi, che saranno annunciati durante una riunione della Lega Araba; Israele riconoscerà la Palestina nelle frontiere menzionate e la Palestina riconoscerà Israele come Stato del popolo ebraico.

8) Alla fine dei negoziati le famiglie palestinesi saranno autorizzate a ricongiungersi in Cisgiordania o nella Striscia di Gaza, altri otterranno un’indennizzazione o il permesso di emigrare verso alcuni Paesi arabi, in particolare quelli del Golfo, con la possibilità di naturalizzazione in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar. L’entità degli eventuali indennizzi non è stata precisata.

9) Gerusalemme sarà posta sotto tutela congiunta Internazionale/Giordania/Israele/Palestina per un lasso di tempo di dieci anni; i residenti avranno la scelta della nazionalità.

10) Probabilmente le questioni che resteranno in sospeso riguardo la terra, le questioni di cittadinanza, sia all’interno della zona che nei paesi del Golfo, saranno rimandate ai prossimi anni. Cosi’ come i dettagli sul rilascio dei detenuti e a proposito delle elezioni in Palestina saranno resi noti alla pubblicazione degli accordi.

Se questo documento risultasse autentico, alcune sue parti confermerebbero le dichiarazioni del Segretario di Stato americano John Kerry, rilasciate nelle ultime settimane. Ad esempio, circa la durata delle trattative, Kerry disse il 30 luglio al Dipartimento di Stato, affiancato da Tzipi Livni, ministro della giustizia di Israele, e Saeb Erekat, il capo negoziatore palestinese:

“Il nostro obiettivo sarà quello di raggiungere un accordo sullo status definitivo nel corso dei prossimi nove mesi“, ha detto Kerry. “Tutti noi comprendiamo l’obiettivo al quale stiamo lavorando: due Stati che vivano fianco a fianco, in pace e sicurezza.”

Stessa cosa in merito alla partecipazione della Giordania alle trattative. Come del resto non è affatto nuova l’idea di lasciare la scelta a chi vive in alcuni piccoli insediamenti riguardo la cittadinanza, cosi’ come ai cittadini arabi di Gerusalemme est. Nel 2007 questi ultimi risposero ad un sondaggio in merito al preferire restare cittadini israeliani o fare parte, in futuro, di un eventuale Stato palestinese. Il 62% dichiaro’ di preferire la cittadinanza israeliana, il 14% quella palestinese e il 24% non espresse preferenze.

Nei prossimi giorni forse riusciremo a capire quanto di vero ci sia in questa anteprima di “linee guida”.

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