Prestami il tuo braccio

Quando la mistificazione non si fa scrupolo di utilizzare morti per attizzare l’odio. Oggi il web è stato inondato da una foto spacciata come quella di Abu Maysara Hamdiya, un prigioniero palestinese, morto questa settimana in un carcere israeliano, la morte del quale è stata presa a pretesto per scatenare una nuova ondata di violenze nella West Bank.

Hamdiya soffriva di cancro, e l’accusa è che egli non abbia ricevuto le cure mediche di cui aveva bisogno. La foto lo mostra ammanettato a un letto di ospedale e insinua che gli fossero stati inflitti trattamenti crudeli, inumani durante la sua pena detentiva.

 

La foto che gira sul web

Il portavoce israeliano del Prison Service, Sivan Weizman, ha spiegato che  erano state prese tutte le precauzioni necessarie per la salute di Abu Hamdiya, tra le quali il trasferimento in un carcere più vicino a strutture ospedaliere. Ricordiamo che Hamdiya in effetti è morto nell’ospedale di Bersheeva e non in carcere. Hamdiyah scontava l’ergastolo per omicidio, appartenenza a Hamas e possesso di armi.  Nella didascalia alla foto sopra si legge: “prigioniero, comandante e jihadista”, insieme a una foto di Abu Maysara Hamdiya. L’immagine implica che Abu Hamdiya fosse ammanettato ad un letto d’ospedale. In realtà, il braccio nella foto sopra è una porzione ritagliata di una foto scattata in Siria, di un ribelle in ospedale. La foto è stata originariamente pubblicata l’8 dicembre 2012.

la foto originale; quel braccio appartiene a quest’uomo

Visto come è facile dare una mano (o un braccio) all’odio?

Articolo originale QUI Grazie a Cristina per la segnalazione!

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7 pensieri su “Prestami il tuo braccio

  1. Diemme

    L’ha ribloggato su Scelti per voie ha commentato:
    Se mai avessi avuto dei dubbi – e non li avevo – la necessità da parte palestinese di utilizzare sempre materiale fasullo per portare avanti le proprie ragioni li abbatte tutti.
    Ma per queste falsità, per questa cultura dell’odio, la prima vita che distruggono è la loro: davvero si preparano a morire senza avere mai assaporato la vita. Secondo me invidiano la gioia del popolo d’Israele.

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  2. deborah fait

    Hamdyia aveva 62 anni e, anche senza vedere la foto intera si capisce benissimo che quella non e’ la mano di un sessantenne ma di uomo molto giovane. Solo chi e’ in malafede puo credere a questa miserabile propaganda.

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  3. Pingback: Settimana di “ordinaria follia” in Israele… e nel mondo | Bugie dalle gambe lunghe

  4. Carlo Ferrazza

    la fotografia parziale dell’ammanettato è l’ennesima schifosa propaganda della feccia dell’umanità (palestinesi), ne hanno fatta una vera industria e dovrebbe essere contestata in tutti i modi e tutti i siti, giornali,trasmissioni e via dicendo.
    carlo ferrazza

    Rispondi
    1. Amos

      Presterò la mia mano solamente all’umanità che vuole la pace, regalerò la mia intera anima a chi combatte l’odio ed il disprezzo verso qualsiasi popolo, nazione o etnia. Perchè siamo tutti uomini, gli unici esseri in grado di distruggere, e gli unici esseri in grado di amare. Io scelgo la seconda qualità, e mi impegno per la pace tramite la pace. Ripudio il disprezzo di chi parla di “feccia dell’umanità”, ma non ripudierò mai un fratello uomo.
      Con speranza

      Rispondi

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