Sono le sviste della stampa!

Eh le sviste della stampa! Durante la campagna elettorale che precedette le ultime elezioni politiche in Israele, il 22 gennaio scorso, la maggior parte della stampa mondiale si era affannata a prevedere il “governo più a destra mai visto“, un “governo più aggressivo e a favore dei coloni”, “il governo più a destra e senza compromessi che il Paese abbia mai visto”….The Guardian fece poi ammenda: il mantra della decisa svolta a destra che aveva ripetuto per tutto il periodo pre-votazioni si era rivelato errato.

Peccato! Era cosi’ allettante l’idea di una Israele che sprofondava definitivamente nel baratro della destra estrema! Errori di calcolo, desideri irrealizzati. Ma oggi, 18 marzo, mentre Israele attende l’arrivo del Presidente americano Obama, The Guardian con il suo editoriale “Obama in Israele, aspettando Godot“, lamenta “oscure prospettive” per i colloqui di pace e ricade in un’altra svista: dimentica di citare un membro del nuovo Governo!

Raramente un capo di Stato americano in visita in Israele si è trovato al centro di simili aspettative. In contemporanea all’arrivo di Obama, il governo di Benjamin Netanyahu presterà giuramento. La coalizione è composta dal blocco Likud-Israel Beytenu, da Yesh Atid, fondato dal personaggio televisivo Yair Lapid e dal Jewish Home, un partito legato al movimento dei coloni della West Bank, guidato da Naftali’ Bennet. La coalizione sembra particolarmente adatta a trattare le questioni interne, come ad esempio l’esenzione dal servizio militare concessa agli ultra-ortodossi. Ma completamente inadatta a sbrogliare la questione dell’occupazione della Cisgiordania.

Forse l’impressione del The Guardian deriva dall’aver dimenticato uno dei  partiti di coalizione? Tzipi Livni e il suo partito Hatnua sono sfuggiti all’articolista. Eppure proprio sul The Guardian del 14 marzo, Phoebe Greenwood riportava correttamente la lista dei partiti di coalizione.

La Greenwood aveva riferito che l’ex ministro degli Esteri del governo Olmert sarà a capo di un piccolo team che si occuperà proprio dei colloqui di pace israelo/palestinesi. Certo, ricordare la presenza della Livni avrebbe schiarito un po’ le fosche tinte con le quali The Guardian ha voluto dipingere questo incontro tra Netanyahu e il Presidente americano Obama. O forse è stata un’innocente dimenticanza. Del resto al The Guardian ogni tanto succede di confondersi. Come quado scrisse che la capitale di Israele è Tel Aviv.

Ma non stiamo a sottilizzare! Sono le sviste della stampa!

Articolo originale QUI

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