Pallywood, ovvero “come ti costruisco il dramma”

Oggi ai reporter è chiesto ben altro che raccontare cio’ che vedono, in particolare ai reporter di guerra. Ruben Salvadori, un fotografo italiano di 23 anni che ha studiato relazioni internazionali e antropologia a Gerusalemme, ci dice: “Oggi l’industria dell’informazione richiede drammaticità, anche quando non ce n’è. È una legge a cui non si sottraggono i fotoreporter, che spesso trasformano il conflitto in uno spettacolo.” Ed è cosi’ davvero. Esempi ce ne sono a iosa, prendiamone uno.

La foto appare sulla home page del New York Times, il 16 gennaio 2009 ed è sorprendente. Un edificio bombardato a Gaza, la singola scarpa di un bambino, dai colori vivaci, nel centro della foto. L’immagine è potente, soprattutto il contrasto tra il pavimento annerito e il colore brillante e allegro della scarpa. Ma qualcosa non quadra. Com’è che tutto è annerito, tranne la scarpa? E la scarpa è posata a terra, nel centro dell’immagine, con niente altro intorno. Altamente improbabile. Ricorda una messa in scena. E da una ricerca su Abid Katib, il fotografo, si scopre che la scarpa è il feticcio delle sue foto.  C’è l’immagine del novembre 2008 delle scarpe di bambini nel fango di Gaza dopo “un attacco israeliano”, cosi’ riporta il fotografo. E la foto di scarpe e giocattoli di bambini, sulla scena di un presunto bombardamento israeliano nel giugno 2006.

La foto che Katib ha “costruito” per Gaza

E la foto a Gaza con “Bush” ben scritto in gesso bianco sulla suola di una scarpa, durante una manifestazione palestinese a sostegno del “lanciatore di scarpe”, ripresa dal LA Times. E ancora un’altra foto con una scritta a gesso, simile all’altra scarpa. E a Katib è capitato di essere lì nel momento stesso nel quale un manifestante, ordinatamente, collocava una scarpa su un poster di George Bush – che tempismo!

 

 

E di nuovo era li’ quando dei manifestanti, nella  più gioiosa armonia, piazzavano i loro piedi su un poster di George Bush posato per terra (notare le divise militari dei “manifestanti” e la canna dell’arma automatica).

 

Le foto di Katib sono fra le più diffuse, riprese e ristampate in tutto il mondo attraverso Getty Images. Forse ha solo un tempismo incredibile, e sembra essere nel posto giusto al momento giusto al millisecondo. O forse questa è solo una parte di Pallywood e dei fauxtography contro Israele . Se la scarpa si adatta, il signor Katib, la indossa.

Si noti, nella foto iniziale, l’abito nero e il velo bianco della donna. Il netto contrasto la fa sembrare un simbolo di morte. Ma, per aver camminato sotto i bombardamenti e tra le rovine annerite, il velo bianco non è terribilmente pulito e stirato? L’abito in bianco e nero della donna è solo una parte delle immagini fauxtographic. Il velo bianco sembra essere di un burqa “saudita-style” , simile a quello indossato in queste foto di Katib a donne affiliate a Hamas.

 

Che fatica fare il reporter in tempi di Pallywood!

QUI l’articolo originale

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